La forza della routine: perché un ritmo quotidiano aiuta chi ha l’Alzheimer (e chi si prende cura di lui)

Vivere con una persona malata di Alzheimer significa confrontarsi ogni giorno con l’imprevedibilità. Ciò che ieri sembrava chiaro, oggi può essere dimenticato; un’azione semplice può diventare complicata, un momento di tranquillità può trasformarsi in confusione. Eppure, c’è qualcosa che può dare stabilità, rassicurare e ridurre l’ansia: la routine.

La parola “routine” può sembrare noiosa, persino ripetitiva. E in un certo senso lo è. Ma per chi soffre di Alzheimer, la ripetizione non è un limite, bensì un’àncora di sicurezza. Sapere cosa aspettarsi, riconoscere la sequenza delle azioni quotidiane, trovare coerenza nelle giornate aiuta a sentirsi meno smarriti. E aiuta anche chi si prende cura della persona malata, perché riduce le situazioni di stress e facilita la gestione della vita quotidiana.

Perché la routine è così importante?

Immagina di svegliarti ogni giorno in un posto nuovo, con persone che ti parlano ma di cui non riconosci i volti, con oggetti che ti sembrano estranei e senza sapere cosa succederà tra cinque minuti. È un senso di smarrimento profondo, ed è ciò che accade a molte persone con Alzheimer. La routine, in questo contesto, è come una mappa mentale che guida la giornata, evitando sorprese che potrebbero generare paura o agitazione.

•     Riduce l’ansia e l’agitazione: sapere che il bagno avviene sempre dopo la colazione o che il pomeriggio è dedicato alla musica o alla lettura aiuta a mantenere un senso di controllo.

•     Facilita la memoria procedurale: anche quando la memoria a breve termine si deteriora, il cervello conserva a lungo le abitudini automatiche. Questo significa che lavarsi il viso al mattino o vestirsi in un certo ordine può rimanere un’abilità per molto tempo, se mantenuto con costanza.

•     Aiuta il caregiver: una routine strutturata rende più prevedibili i momenti critici della giornata, riducendo lo stress di chi assiste la persona malata.

Come costruire una routine efficace?

Non serve pianificare tutto al minuto, ma è utile creare una struttura chiara della giornata. Le attività dovrebbero seguire un ritmo naturale e rispettare i tempi della persona, evitando di forzarla in schemi troppo rigidi.

1. Stabilire orari fissi per i momenti chiave

•     Risveglio e igiene mattutina: sempre alla stessa ora, con gesti familiari (se possibile, usare lo stesso sapone, lo stesso asciugamano, lo stesso profumo).

•     Colazione, pranzo e cena: mantenere orari regolari aiuta a non confondere i pasti e a evitare episodi di disorientamento temporale (“Ho già mangiato oggi?”).

•     Momenti di attività e riposo: alternare movimento e relax, rispettando i livelli di energia della persona.

2. Semplificare le attività quotidiane

Per chi ha l’Alzheimer, ogni compito può diventare una sfida. Anche azioni automatiche come vestirsi o lavarsi possono risultare difficili. Ecco perché è utile suddividere le attività in piccoli passi:

•     Se la persona deve vestirsi, aiutarla con una sequenza chiara: prima la maglia, poi i pantaloni, poi i calzini.

•     Se lavarsi i denti diventa complicato, mostrare come farlo e, se necessario, guidare la mano delicatamente.

L’importante è non creare frustrazione: il compito non deve sembrare un esame da superare, ma un’abitudine serena.

3. Coinvolgere la persona nelle attività quotidiane

Anche se la malattia avanza, non significa che chi ne soffre debba essere escluso dalla vita di casa. Coinvolgerlo in piccole attività aiuta a mantenere il senso di autonomia e dignità.

•     Se amava cucinare, può ancora mescolare gli ingredienti o apparecchiare la tavola.

•     Se era appassionato di giardinaggio, può annaffiare le piante.

•     Se amava la musica, può aiutare a scegliere le canzoni da ascoltare.

L’importante è trovare attività adeguate alle capacità residue, senza creare situazioni frustranti.

4. Creare rituali rassicuranti

Un rituale non è altro che una routine con un significato emotivo più profondo. E nell’Alzheimer, i rituali diventano ancora più importanti. Possono essere piccoli gesti quotidiani che danno sicurezza e piacere:

•     Un momento di coccole prima di dormire, con una crema profumata o una carezza.

•     Ascoltare sempre la stessa canzone dopo pranzo.

•     Bere il tè nel pomeriggio guardando insieme vecchie foto.

Questi momenti creano continuità e stabilità emotiva, anche quando la malattia cancella i ricordi più recenti.

5. evitare cambiamenti improvvisi

Le sorprese e i cambiamenti improvvisi possono disorientare e causare ansia. Se è necessario modificare qualcosa nella routine (come un appuntamento dal medico o una nuova persona che entra in casa), è importante preparare la persona con anticipo, usando parole semplici e rassicuranti.

La routine non è una gabbia, ma un’ancora di serenità

A volte, chi si prende cura di una persona con Alzheimer può sentire il peso della ripetitività. Le giornate possono sembrare tutte uguali, e la tentazione di cambiare qualcosa per variare può essere forte. Ma per chi ha l’Alzheimer, il cambiamento può essere fonte di stress. Ciò che per noi è monotonia, per loro è sicurezza.

Eppure, all’interno di questa routine, c’è spazio per la bellezza: il sorriso che arriva quando parte la canzone preferita, la gioia di riconoscere un sapore familiare, il sollievo di sapere che la giornata si svolge con dolce prevedibilità.

La routine non è solo un insieme di azioni ripetitive, ma un linguaggio che dice alla persona con Alzheimer: “Va tutto bene. Sei al sicuro. Sei a casa.” E in un mondo che diventa sempre più confuso per loro, questa è forse la cosa più preziosa che possiamo offrire.